Tsunami di bit, affonda StyleMagazine Island
Mercoledì 10 marzo, il mare ha inghiottito l’isola di Style. L’atollo creato dagli architetti newyorchesi Enrico Bonetti e Dominic Kozerski è affondato dopo uno tsunami di bit, lasciando soltanto alla memoria e al tempo le opere, sia quelle ancora esposte (i piumini di Kejo, la giostra di Style Piccoli, Valentina, gli scatti di Massimo Sestini), sia quelle passate (MoMa, Cirque du Soleil, Fura del Baus). Nessuna vittima avatar segnalata.
Alcune installazioni, tuttavia, non si sono rassegnate a restare soltanto delle impressioni colorate sulla retina di qualche fortunato «remember», e si sono trasferite su un’altra isola, da sempre partner della, ahimè, defunta StyleMagazine Island, dove si terranno i successivi progetti che la nostra rivista speriamo possa sviluppare assieme ai ragazzi di Second Key, a cui va il ringraziamento di tutta la redazione per l’impegno e la creatività dimostrati nell’arco di questa magnifica esperienza. Inutile ripercorrere tutte le fasi di vita dell’isola, tutti i suoi ospiti e tutti gli incontri tra avatar già sottolineati a più riprese. Basti ricordare quest’anno e mezzo di vita come una parentesi aurea, uno spazio di confronto tra reale e virtuale, che ha compreso alla perfezione i meccanismi e lo spirito di SL. E, nello spirito del Rinascimento Virtuale, sempre e soprattutto con dignità. Nessun de profundis, bensì de avatar dignitate.
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