Ehi, il Corriere dice che esistiamo!
grazie a Paolo Beltramin, prode cronista della nostra vita virtuale.
(dal Corriede della Sera di sabato 14 luglio)
Interviste, mostre del Moma e chef
«Style» è sbarcato su Second Life
C’è chi si rilassa sul divano «Victoria and Albert» di Ron Arad e chi si rifà il look grazie ai consigli dei fashion editor. Dove? Sull’«isola » di Style — il mensile del Corriere della Sera dedicato agli uomini (e alle donne) attenti alle nuove tendenze — nel mare di Second Life. Il «Web al cubo», il mondo virtuale in 3D dove ognuno è quello che vuole essere. Per arrivarci, basta digitare «stylemagazine » sul sito www.secondlife. com. Esposizioni, dibattiti con scrittori e stilisti, lezioni di cucina dei più grandi chef internazionali. L’isola di Style è un laboratorio aperto. Le firme del giornale incontrano i protagonisti del design, della moda, della cultura e dello sport. Incontri virtuali, ma solo nella forma. Perché nella sostanza dietro ogni «avatar», dietro ogni disegno animato tridimensionale, c’è l’ospite in carne e ossa, collegato via internet.
Un esempio? Paola Antonelli, curatore del dipartimento di design del MoMa di New York, presenterà qui in anteprima «edizioni ad hoc» delle sue esposizioni per il museo. L’isola è stata disegnata da due architetti newyorkesi, Enrico Bonetti e Dominic Kozerski, come «un’ambiente a misura di avatar, sospeso nell’aria ». Poi è stata «costruita» da Max Ramaciotti di Second- Key, divisione del gruppo Key-One specializzata nella progettazione su «Sl». «Ho immaginato un ponte tra la fantasia e la realtà», racconta. D’altronde su Second Life si può anche volare. Oggi gli avatar in Italia sono 300 mila, nel mondo 8 milioni. Roba per iniziati? Sì, ma non solo. Chi è ancora fermo al vecchio Web può visitare il blog styleonsl.com, che ospita anteprime, video, immagini e curiosità dall’isola. L’iniziativa di Style andrà avanti 12 mesi. «Poi decideremo cosa fare — spiega il vice direttore, Diamante d’Alessio, responsabile del progetto —. Magari allora la popolazione di Second Life sarà decuplicata. Ma è anche possibile che il fenomeno pian piano si spenga. La cosa importante, per noi, è sperimentare un nuovo modo di fare giornalismo».
Paolo Beltramin
14 luglio 2007
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